La prima borsa di studio intitolata ad Adriana Fait in Knez
per la ricerca sulle malattie neoplastiche del cuore

 

A un anno dalla scomparsa di Adriana Fait in Knez, morta a causa delle complicanze di una rarissima forma di tumore maligno che aveva colpito il cuore, è stata assegnata la prima borsa di studio a lei intitolata, nata per sostenere la ricerca e valorizzare i giovani talenti nel campo delle patologie cardiache rare.

La vincitrice è la dottoressa Laura Manfrin, specializzanda in Cardiologia, “per la professionalità ed umanità nei rapporti con i pazienti e per il progetto relativo ai malati neoplastici trattati con pericardiocentesi, analisi di un quinquennio di attività”.
L’iniziativa è stata promossa dal marito di Adriana, Alessio Knez, insieme ai figli Roberto e Riccardo, in collaborazione con il Dipartimento Cardiotoracovascolare di ASUGI e dell’Università di Trieste, diretto dal professor Gianfranco Sinagra, e con la nostra Associazione, presieduta da Rodolfo Edera.

I tumori cardiaci maligni sono patologie estremamente rare e rappresentano circa lo 0,02% di tutti i tumori. «Proprio per la loro eccezionale rarità - sottolinea il professor Sinagra - la ricerca e la formazione specialistica assumono un ruolo fondamentale per migliorare la conoscenza di queste malattie e le possibilità di cura. Si tratta di un'opportunità umanamente intensa di conversione del ricordo di una persona cara, a progetto di sviluppo di conoscenza e ricerca attraverso la borsa di studio».
«Insieme a mio padre e a mio fratello abbiamo deciso di istituire questa borsa di studio nel ricordo di nostra madre.

La consegniamo per la prima volta a un anno esatto dalla sua scomparsa e intendiamo riproporla per almeno i prossimi due anni. Il nostro obiettivo è mantenere viva l’attenzione su questa particolare patologia e, al tempo stesso, sostenere e valorizzare ricercatori meritevoli» spiega Roberto Knez, esprimendo profonda gratitudine «per l'impegno, la dedizione e la sensibilità con cui le strutture del Polo Cardiologico accolgono e sostengono il valore della ricerca e della cura, avendo sempre al centro il malato e non la malattia».

Soddisfazione anche da parte del vicepresidente degli Amici del Cuore, Claudio Babos: «Siamo grati alla famiglia Knez per aver coinvolto l’Associazione Amici del Cuore in questa iniziativa. Si tratta di un riconoscimento che mette al centro il merito, l’impegno e l’eccellenza accademica, valori che da sempre ispirano l’attività della nostra associazione. Con convinzione abbiamo voluto offrire il nostro sostegno a questa prima edizione e a quelle che seguiranno».

La borsa di studio rappresenta così non solo un omaggio alla memoria di Adriana Fait in Knez, ma anche un concreto investimento nel futuro della ricerca, affinché malattie tanto rare quanto devastanti possano essere sempre meglio comprese e affrontate dalla comunità scientifica.