Primo Rovis: Il nostro ricordo nel giorno del suo compleanno
Un filantropo, sicuramente sì. Un imprenditore illuminato, altrettanto. Ma anche un amante dell'arte (“di Dio”, come definiva lui stesso le “sue” pietre), dello sport (individuali e di squadra) e, più in generale, della vita. In ogni sua forma.
Primo Rovis, il nostro indimenticato presidente, avrebbe compiuto oggi 93 anni e noi vogliamo ricordarlo così, con la devozione ed il rispetto che il commendatore si è guadagnato nel corso della sua lunga vita, iniziata nel 1922 fra le rocce scoscese di Gimino, in quell'Istria che all'epoca era italiana, e terminata l'8 aprile dell'anno scorso.
Primo Rovis da giovane nell’impianto di tostatura del caffè
Una gioventù tutt'altro che agevole: a otto anni si guadagnava il pane battendo la ghiaia, poco dopo la Guerra raggiunse Trieste, orfano di entrambi i genitori, con due camicie e un paio di calzini bucati. I suoi averi erano tutti qui. Saranno la fame, l'intuito, quell'intelligenza pratica che lo ha sempre contraddistinto ed un indomito spirito battagliero a permettergli di diventare, quattro decadi dopo, il maggior contribuente triestino con 841 milioni dichiarati, davanti, all'epoca, a grandi industriali del calibro di Berlusconi e Pirelli...
Primo Rovis posa seduto dentro una drusa di citrino
Merito di quel chicco (di caffè) che lo ha reso il numero uno fra i magnati cittadini grazie alla storica Cremcaffè inaugurata in piazza Goldoni il 9 giugno 1955, dove, negli anni d'oro degli affari con la ex Jugoslavia, al mattino c'erano file chilometriche. Ci aveva visto giusto, Primo. Nello stesso modo in cui, nel 1978, con una lungimiranza che, a conti fatti, fu antesignana in Italia, fondò gli Amici del Cuore condivendo l'idea con Fulvio Camerini e Lucio Parenzan, due cari amici che da subito gli sono stati a fianco. A sue spese è stata creata la divisione di Cardiochirurgia del Maggiore ma soprattutto, con la sua associazione e con l'immensa opera di promozione e prevenzione, sono state salvate tantissime vite umane.
Oggi continuiamo la nostra attività seguendo il suo esempio, che Primo Rovis riuscì a tracciare anche in altri campi. Nello sport, per esempio: ha contribuito alle fortune della Stella Rossa di Belgrado, che disputò numerosi campionati di basket con il marchio Cremcaffè ben impresso sulle maglie, ed a quelle del Rijeka nel campionato calcistico jugoslavo, senza dimenticare la sua passione per il pugilato con il sostegno a Pravisani e a Mate Parlov, medaglia d'oro nei mediomassimi alle Olimpiadi di Monaco del 1972, di cui Rovis fu più che un “mentore”. E persino nella scienza: per chi - come lui - “non aveva mai letto un libro con più di 50 pagine”, ricevere la laurea honoris causa dall'università statale Lomonosov di Mosca ha rappresentato il coronamento di una carriera straordinaria.
Un uomo d'altri tempi, che Trieste rimpiange. E nel giorno del suo compleanno, vuole onorare con gratitudine.