L’attuale pandemia ha colpito in modo significativo anche il mondo dello sport, in particolare quello agonistico, che ha subito sospensioni dell’attività competitiva e di allenamento e ha visto sempre più atleti infettati dal virus. Le conoscenze scientifiche in questo ambito sono in continua evoluzione; si pone quindi il problema per gli atleti del ritorno in campo in sicurezza. E’ noto che l’infezione da Covid-19 può decorrere in modo asintomatico o paucisintomatico, oppure essere causa di quadri clinici molto severi con necessità di ricovero ospedaliero.
Oltre all’infezione polmonare possono svilupparsi anche complicanze cardiologiche quali miocarditi, sindrome coronarica acuta, aritmie fino alle tromboembolie. Non vi è ancora evidenza scientifica se nel decorso asintomatico o paucisintomatico si possano sviluppare complicanze cardiopolmonari tardive e con quale frequenza.Alla luce di quanto detto, la Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI) ha proposto una rivalutazione clinica e strumentale degli atleti che hanno contratto il virus e di coloro che abbiano sviluppato una sintomatologia suggestiva in corso di pandemia. Le raccomandazioni sono state successivamente recepite dal Ministero della Salute con la circolare del 13 gennaio 2021.
Presso il Centro Cardiovascolare diretto dal dott. Di Lenarda si trova l’Ambulatorio di Medicina dello Sport a cui accedono un elevato numero di atleti agonisti non professionisti per il rinnovo del certificato di idoneità sportiva. La visita di medicina dello sport post-Covid va eseguita non prima che siano trascorsi 30 giorni dall’avvenuta guarigione secondo la normativa vigente (circolare Ministero della Salute 12 ottobre 2020), o comunque non prima che siano trascorsi 30 giorni dall’avvenuta scomparsa dei sintomi per gli atleti che non hanno ricevuto una diagnosi certa mediante test molecolare.
Nel corso della visita il medico inquadrerà l’atleta in base al corredo sintomatologico che ha sviluppato e di conseguenza verranno programmati gli accertamenti opportuni.
Possono quindi presentarsi due scenari: nel primo caso, in cui il certificato di idoneità agonistica sia in naturale scadenza andrà programmata l’usuale visita periodica (di solito annuale) di rinnovo del certificato. Nel corso della visita il paziente comunicherà l’avvenuta infezione. Nel secondo caso, in cui il certificato sia in corso di validità è necessario che l’atleta, dopo essere guarito dall’infezione, si sottoponga ad una rivalutazione clinica presso la struttura sanitaria di Medicina dello Sport o presso il medico specialista in Medicina dello Sport che ha firmato il certificato di idoneità agonistica in possesso dell’atleta (secondo quanto previsto dalla circolare ministeriale). Al fine dell’iter verrà rilasciato l’attestato “Return to play”, di cui una copia resterà nella scheda originaria dell’atleta.
La segreteria dell’ambulatorio di Medicina dello Sport, coordinata dalla dr.ssa Radini, riceve direttamente le richieste di visita e per tale motivo è importante che essa sia accompagnata dalla data di scadenza del certificato e dalla data del referto del tampone negativo o lettera di fine isolamento dell’azienda sanitaria.
Considerato che l’infezione da Covid-19 è una patologia recente e le evidenze scientifiche sono in continua evoluzione, gli accertamenti al momento previsti per gli atleti permettono un inquadramento completo delle principali complicanze. E’ comunque possibile che la valutazione richieda ulteriori aggiornamenti o integrazioni future che vedremo in seguito.