Nell'attesa che i vertici europei si pronuncino a breve sugli eventuali effetti collaterali di AstraZeneca, la comunità scientifica tende comunque a confermare in toto la sicurezza dei vaccini. “Il nostro compito è mantenere la fiducia nella loro efficacia”, fa sapere la direttrice dell'Ema, Emer Cooke. “Non ci sono indicazioni - ha proseguito l'esperta - che le vaccinazioni possano aver provocato gli eventi tromboembolici ma stiamo conducendo un'analisi rigorosa, valutando caso per caso le reazioni sospette”. Le conclusioni saranno rese note domani. “Prendiamo la situazione molto sul serio ma - ed è questa la frase più importante, che dovrebbe rincuorare tutta la cittadinanza europea - ad ora siamo fermamente convinti che i benefici di AstraZeneca superino gli effetti collaterali e attualmente non ci sono indicazioni di correlazione tra vaccino e incidenti”.
Fino al 10 marzo ci sono stati 30 casi di eventi tromboembolici riportati su quasi 5 milioni di persone che hanno usufruito di AstraZeneca, anche se, in realtà, si tratta di un numero inferiore agli eventi potenzialmente reali perché anche nel fine settimana sono stati segnalati alcuni casi ma l'equilibrio fra rischi e benefici resta comunque positivo per l'Agenzia Ema. Sono inevitabili rari incidenti gravi vaccinando milioni di persone, il rischio zero non esiste. E' bene quindi indagare ma ogni allarmismo va rimosso, anche dalle nostre parti dove, nelle ultime settimane, diverse categorie professionali hanno beneficiato di questo vaccino. Gli unici paesi che finora stanno uscendo dalla pandemia, Stati Uniti, Gran Bretagna e Israele, sono quelli nei quali si sono immunizzate più persone. Per questo, e sull'esempio di chi si è organizzato meglio di noi (e dell'intera Europa), la strada intrapresa per ritornare alla normalità è l'unica perseguibile.